Ultimamente i media inglesi e americani ci hanno bombardati con questa parola e da un po', anche in Italia, "hygge" ha iniziato a suscitare curiosità e riscuotere successo. Stavo aspettando il momento e l'ispirazione giusti per scrivere un articolo che potesse fornire una spiegazione di questa parola danese, ma, dopo l'intervista dello scorso 21 dicembre con Radio Deejay, non ho potuto non mettermi all'opera per approfondire ciò che ho detto in qualche minuto in diretta. Chi avesse perso l'intervista, mi può ascoltare dal minuto 69 circa, a questo link. Se invece l'avete ascoltata e magari avete anche letto il mio articolo Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni, saprete che la Danimarca è dal 1973 il paese più felice al mondo secondo gli studi dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e i rapporti mondiali delle Nazioni Unite. Io credo (e non sono l'unica!) che uno dei fondamenti della felicità danese sia l'"hygge". Che cosa spinge i danesi ad affrontare la maggior parte delle difficoltà con il sorriso, a trovare la bellezza in ogni cosa?

Non vogliono creare un conflitto e se questo si crea cercano di trovare una soluzione che vada bene a tutti e che risolva il problema, facendo il minor danno possibile. È sicuramente un comportamento che evita malumore, stress e rabbia. I danesi tendono a concentrarsi sui lati positivi, infatti, quando sono tenuti ad esprimere un giudizio, espongono sempre prima i punti positivi, cercano poi di riferire la critica in modo costruttivo e terminano il discorso evidenziando ancora una volta gli aspetti positivi. Quali sono le cause di questo atteggiamento non conflittuale? Credo che i danesi abbiano dovuto necessariamente sviluppare un comportamento teso alla determinazione e all'ottimismo in un luogo dove il clima è piuttosto rigido. Per tre mesi all'anno ci sono più ore di buio che di luce e per altri tre mesi fa così freddo che anche una passeggiata al mare diventa scoraggiante, ma i danesi hanno imparato a fare di necessità virtù tanto che, per esempio, lasciano i neonati dormire all'aria aperta anche d'inverno perché il freddo li fa riposare meglio.

"Hygge" si pronuncia "hue-ghe", ma vi basterà digitare "how to pronounce hygge" ("come pronunciare hygge" ) in youtube per divertirvi un po' a guardare qualche video tutorial. Di che cosa stiamo parlando? "Hygge" viene spesso tradotto con parole che, in altre lingue, non comprendono di per sé il più profondo significato del termine danese. "Accoglienza" o, ancora meglio, "intimità" diremmo in italiano, ma è sufficiente? "Hygge" è molto di più: è un concetto filosofico che si basa sulla regola del "vivere ogni istante intensamente". È uno stile di vita che impone rilassatezza e positività. Durante l'intervista ho fatto qualche esempio concreto, ma potrei aggiungerne tanti altri: "hyggeligt" è  tutto ciò che trasmette una sensazione piacevole e di conforto. Si può "hyggare" in molti modi: osservando il fuoco nel camino comodamente seduti su una sedia a dondolo con una copertina di lana sulle ginocchia e una tazza di cioccolata calda con la panna nelle mani; passeggiando mano nella mano con il/la proprio/a compagno/a in riva al mare all'ora del tramonto in una tiepida serata di luglio; preparando una cenetta a lume di candela; prendendosi cura di sé stessi e dei propri cari, giorno dopo giorno. "Hygge" è un'emozione che si crea dettaglio dopo dettaglio, è un'emozione che si vive negli esterni, ma che prende vita in modo particolare negli interni, in ambienti piccoli, più intimi. "Hygge" è soggettivamente bello perché ognuno si emoziona in maniera diversa, ma ci sono delle cose che sono dichiarate oggettivamente "hyggelige". Visto che siamo ancora sotto le feste, possiamo adottare infatti la parola "julehygge" per descrivere quella speciale serenità e intimità che si provano esclusivamente nel periodo natalizio. Hygge a natale significa trascorrere del tempo in compagnia senza farsi distrarre da pensieri negativi, regola che vale ogni volta che si organizza un ritrovo famigliare; significa cantare canzoni natalizie mano nella mano ballando attorno all'albero; e significa ovviamente accendere una quantità ingente di candele! La candela è l'emblema dell'"hygge" perché emette luce soffusa e dona ad ogni luogo un'atmosfera romantica, ma questo è solo un oggetto che facilita la creazione dell'"hygge, ma che non basta! Non è sufficiente accendere una candela o andare a cena in un ristorante accogliente! "Hygge" è un modo di essere e quindi è necessario innanzitutto volere stare bene con sé stessi e con gli altri, rilassandosi e godendo al massimo del tempo a disposizione. Potremmo dire che "hygge" è una scelta di vita che contraddistingue il popolo danese per la loro tendenza a vivere più tranquilli e sereni, ma non è qualcosa che si trova solo in Danimarca! "Hygge" è ovunque, basta volerlo!

Vi saluto con qualche scatto fotografico del mio natale a base di hygge e vi auguro buona fine e buon principio! 

albero
Il mio albero è hyggeligt perché è stato costruito completamente a mano, giorno dopo giorno, dettaglio dopo dettaglio. È qualcosa per cui è stato speso del tempo e che ha raccolto emozioni.

dettaglioalbero
Dettaglio del mio albero di natale con decorazioni fatte a mano.

porto
Una passeggiata al mare.

risalamande
Il Risalamande, il dolce tipico per il cenone della vigilia.