Oggi vi voglio parlare di un'abitudine che mi incuriosisce e spaventa allo stesso tempo. Ho raccolto informazioni e chiacchierato con degli amici danesi per prepararmi a quest'articolo e adesso vi racconto cosa ho scoperto. Forse non lo sapete, ma i danesi sono tra coloro che consumano più caramelle al mondo. Secondo Statista: The Statistics Portal, ciascun danese ne divora 7,6 kg ogni anno. Sono secondi solo alla Svezia che registra inverosimilmente 10,6 kg a persona per anno. Se siete curiosi di sapere quante ne mangiano gli italiani, ecco qui la notizia: 3 kg a testa per anno, il che corrisponde a meno della metà dell'ammontare di cui si avvalgono i danesi. Una volta, in Danimarca, ai bambini non era concesso mangiare caramelle a casa. Si guadagnavano, forse, del cioccolato, quando c'erano ospiti. Il Fredagsslik, ovvero il Venerdì delle caramelle, è una tradizione settimanale che pare risalire all'inizio degli anni '80 e ancora oggi i piccini non vedono l'ora che arrivi per poter mangiare tutti i dolci che vogliono o quelli che i genitori permettono loro. In occasione di festività come il Natale o la Pasqua ricevono così tanti dolci che, se utilizzati con parsimonia, durano per molti venerdì successivi, quindi non si fa una spesa di caramelle necessariamente ogni settimana, anche perché le caramelle costano! Il prezzo medio all'etto è 11 corone danesi (circa 1,50 euro), ma per risparmiare un po' basta fare una scampagnata in Svezia e approffittare dell'occasione per fare scorta, dato che lì la tassa sullo zucchero è più bassa. Ad ogni modo, a Copenaghen ogni venerdì i negozi di dolciumi sono affollati, e per le casse dei supermercati passano più zuccheri del solito. C'è una miriade di negozi dove poter comprare schifezze: patatine, zucchero filato, caramelle sfuse, lecca lecca, gelati confezionati, e chi più ne ha più ne metta. Il fatto che ci sia così tanta offerta in Danimarca risponde ovviamente all'alta domanda.

Foto di Tóra Effersøe Mortensen, www.cutecarbs.com.

Prima di trasferirmi a Copenaghen, vivevo a Treviso, e in effetti, lì non c'era molta scelta. Ancora oggi, se ci penso, sono solo due i negozi, che mi vengono in mente, che vendono caramelle sfuse nel centro della città. Intendo quelle morbide, quelle piene di coloranti e conservanti tipo gli orsetti, le rotelle di liquirizia, gli squali blu e bianchi, gli ovetti, gli spaghetti frizzanti, e le marsh mallows giganti. Devo essere onesta, io adoro le caramelle, ma non ho mai esagerato. Ogni tanto sazio lo sfizio comprandone un po'. Mi piace mangiarne qualcuna e poi lasciarle lì sapendo di avere il sacchetto, nel cassetto della mia scrivania, per i giorni successivi. Quando mi sono trasferita, è bastato poco per notare quest'abitudine particolare legata all'uso delle caramelle. I danesi hanno spesso delle caramelle con sé. Ad ogni ricevimento, colloquio, festa di compleanno, riunione di lavoro, le caramelle non mancano mai: tra caffè nero, biscotti al burro e torta a strati, ci sono sempre anche loro. A teatro e al cinema le dita di ognuno navigano puntualmente in giganti sacchetti tra coccodrilli, ciligie gommose, e noccioline ricoperte al cioccolato. Vengono addirittura usate per guarnire torte, muffin e softice. In seguito ad un semplice calcolo, scopriamo che ogni danese mangia 160 grammi di caramelle ogni venerdì, ma dobbiamo tenere in considerazione che alcune famiglie preferiscono introdurre zuccheri attraverso il consumo di altri dolci, come il cioccolato, i biscotti, e le torte, meglio se fatti in casa; che c'è ovviamente anche chi pensa che tutti questi dolciumi siano semplicemente di cattivo gusto; e c'è chi non li può mangiare per problemi di salute. Quando ho vissuto in Germania, ormai sei anni fa, ho constatato lo stesso approccio morboso nei confronti delle caramelle. Ricordo benissimo la mia insegnante di tedesco: all'inizio di ogni lezione posava una montagna - letteralmente - di caramelle sulla sua cattedra e mi faceva innervosire perché le mangiava mentre spiegava, tra una regola grammaticale e l'altra, senza nemmeno offrirle! Nella cucina della casa dove ho vissuto quando ho lavorato come ragazza alla pari a Karlsruhe c'erano almeno tre cassettoni dedicati alle schifezze (una grande parte consisteva di caramelle) con apposito bloccaggio anti-bimbo - erano e sono piaceri riservati agli adulti. In Danimarca, invece, deliziano il palato di grandi e piccoli, a patto che ci siano delle regole...e la regola per il tema in questione è il Fredagsslik: un giorno alla settimana dedicato al loro consumo.

Foto di Liebeshop.dk.

E' meglio mangiare qualche caramella ogni giorno della settimana oppure solo di venerdì ma come se non ci fosse un domani? Questo è un dilemma per i genitori tutt'oggi. Ogni famiglia stabilisce ovviamente un proprio regolamento, ma non è facile rispettarlo, soprattutto quando si è influenzati da una maggioranza a favore del Fredagsslik. Quest'ultimo non è solo una scusa per abbuffarsi di caramelle, ma una tradizione che si porta avanti perché vista come un momento di svago e relax per bimbi e genitori. Infatti è d'uso comune per i giovanissimi guardare insieme ad amici, fratelli e sorelle il Disney Sjov, il programma televisivo che corrisponde alla versione americana The Disney Afternoon, e che viene trasmesso alle 19:00 sul canale televisivo DR1. Il Venerdì delle caramelle si pone evidentemente l'obbiettivo di limitare l'uso delle stesse, ma funziona davvero? Il rischio è che i bambini ne mangino di nascosto anche negli altri giorni della settimana e che, da grandi, non siano capaci di condurre un'alimentazione sana. In alcuni asili di Copenaghen è stato vietato ai genitori di portare cibi dolci in occasione dei festeggiamenti per il compleanno del figlio/a. Credete sia una decisione costruttiva? Io non ne sono convinta. Credo che un'educazione sana e consapevole non vada a manina con la proibizione, in questo caso. Un progetto istruttivo è stato invece quello supportato dall'Unicef lo scorso giugno. La campagna "Regala il tuo Fredagsslik ai bambini che muoiono di fame" (potete guardare il video qui) si è proposta di sensibilizzare e responsabilizzare tutti i bambini danesi attraverso la donazione di 48 corone (6,5 euro), cioè quello che ogni famiglia spende approssimativamente in caramelle ogni settimana, ai bambini di Sudan, Somalia, Yemen e Nigeria.

Non mi rimane che augurarvi un buon venerdì e se siete a Copenaghen non peredetevi la Notte della Cultura! Trovate tutte le informazioni pratiche nel mio ultissimo articolo: La notte della Cultura - cinque esperienze imperdibili a Copenaghen. Buon divertimento!

Foto di Liebeshop.dk.