Copenaghen è una città piena di spazi espositivi dove poter fruire di arte contemporanea. In questo articolo ve ne presento due, nei quali la relazione con l'architettura e lo spazio circostante è sempre molto interessante.

  • Charlottenborg Kunsthal inaugura il prossimo 20 giugno 2017 (anche se si può già ammirare dall'esterno dell'edificio) l'installazione dell'artista cinese Ai Weiwei. Il progetto artistico si chiama Soleil Levant in riferimento all'olio su tela di Monet (1872). Come il dipinto, anche l'installazione vuole dare enfasi all'aspetto politico e sociale dei nostri giorni. In questo caso i protagonisti sono i rifugiati contemporanei rappresentati da 3.500 gilet di salvataggio, recuperati nell'isola di Lesbo, in Grecia. Sono quattordici le finestre riempite dei colori accesi delle giacche autogonfiabili. Ai Wei Wei denuncia così una catastrofe mondiale. Si tratta di un colpo d'occhio che nessuno potrà fare a meno di notare per tutta la durata dell'installazione, ovvero fino al prossimo 1 ottobre. I salvagenti sono disposti uno sopra l'altro così come hanno viaggiato, e continuano a fare, milioni di individui trasportati in barche di gomma. Osservando l'opera emerge tra i primi il senso di claustrofobia. L'occhio è allarmato dai colori accesi che assomigliano alle fiamme di un incendio, chissà un rimando alla storia dell'architettura di Copenaghen, che più volte ha subito eventi sfortunati di questa natura.
  • La chiesa sconsacrata Nikolaj ospita oggi l'omonimo spazio espositivo. Lo scorso 1 giugno è stata inaugurata la mostra Japanese Connections, progettata in occasione del 150esimo anniversario della relazione diplomatica tra Danimarca e Giappone. All'interno cinque aristi si rivolgono a noi attraverso installazione e videoart. La prima sala è completamente svuotata da Ryoji Ikeda, il quale ha scelto di riempire lo spazio in modo alternativo, con il suono. Salendo le scale si raggiungono i piani superiori dove si scorgono i video del gruppo di artisti Hyslom incentrato sull'indagine relativa al drammatico cambiamento naturale; e di Taro Izumi che indaga l'effetto dell'arte attraverso l'umorismo. All'ultimo piano, da dove si raggiunge una vista magnifica sui tetti della città, ci aspettano l'installazione di Atsushi Nishijima, che lavora con spire magnetiche, impianti audio e pietra; e quella di Yukawa-Nakayasu, la quale ha raccolto innumerevoli oggetti (di seconda mano, trovati in mercatini dell'usato qua e là) che hanno un valore simbolico per la Danimarca e il Giappone. Esempi sono il mattone, la scatola di biscotti al burro, i pesciolini: ogni elemento presenta una metafora di un diverso aspetto culturale legato ai due paesi.
Yukawa Nakayasu, A Survey for the History of Fertility, Falls from the Skies, 2017, dettaglio. Yukawa Nakayasu, A Survey for the History of Fertility, Falls from the Skies, 2017, dettaglio.