Fastelavn  è una tradizione che risale al tempo prima della Riforma protestante (ca. 1536 in Danimarca), e segnava l'ingresso alla Quaresima, un lungo periodo di penitenza durante cui si osservava la regola del digiuno in preparazione alla Pasqua. La tradizione contava sull'organizzazione di una grande festa quale opportunità per godere di tutto il cibo, che presto sarebbe stato proibito. Nel tempo, la pratica del digiuno è scomparsa, ma la festa è rimasta come costume popolare.

La parola danese "Fastelavn" pare derivare dal tedesco..."fastelabend", ovvero "sera di digiuno". Nei paesi del sud-europeo, come in Italia, si utilizza la parola "carnevale", riferendosi al digiuno, che prevedeva l'astinenza dalle carni.
Prima della Riforma, durante il periodo di digiuno si soleva consumare alimenti integrali e pesce. Le regole alimentari hanno dato il nome ai giorni principali della tradizione, infatti la Domenica di Settuagesima (quest'anno 24 gennaio 2016) in danese si chiama "flæske-søndag", ovvero "domenica di carne di maiale", e il Martedì Grasso (quest'anno 9 febbraio 2016), si chiama "hvide tirsdag" o "fede tirsdag", appunto "martedì bianco" o "martedì grasso", riferendosi a latticini e alimenti grassi.

In Danimarca, il carnevale è una festa soprattutto per i bambini, che si travestono e giocano, rispettando le vecchie tradizioni. La più comune è quella del "tøndeslagning", ovvero "far uscire il gatto dal barile", una consuetudine nata forse dai contadini olandesi di Cristiano II. Siccome il gatto rivestiva il ruolo dell'animale sospetto nella tradizione popolare, così è stato utilizzato come simbolo del male e delle cose che si vogliono scacciare. Una volta il gioco consisteva nel battere con un manganello o altro il barile finché il gatto, posizionato all'interno, non sarebbe uscito. Oggi, si batte sempre il barile, ma mentre fino alla fine del 1800, il tøndeslagning soleva verificarsi con un gatto vero, ora si usano per lo più gatti realizzati con vecchi stracci, gatti di peluche. A forza di battere il barile si rompe, facendo uscire tulle le caramelle e la frutta, precedentemente inseriti.  Questo gioco si svolge anche a cavallo o in barca.

fastelavn
Tøndeslagning, illustrazione 1860. Foto presa da www.blog.dengamleby.dk

A Copenaghen sono moltissimi i musei, le chiese e le scuole che organizzano celebrazioni tradizionali di Carnevale per tutta la famiglia. Si rispetta il gioco del tøndeslagning, ci si maschera, e si mangiano i fastelavnsbøllerovvero i bomboloni di carnevale, che mi ricordano tanto gli omonimi che mangiai qualche anno fa sulla costa romagnola. A Treviso invesse i mé bei veneti xe drio magnar fritoe, e chissà che me sorea me ghe ne porte qualcheduna perché e xe massa bone – scusate il mio pessimo dialetto veneto, facciamo che mi sono appena presa una licenza, okay?

Infine, vorrei dare dei consigli su dove mangiare a Copenaghen un bel bombolone di carnevale, ma non sarò d'aiuto a chi vorrà mangiare quelli classici dato che si trovano ovunque. Voglio invece dare un suggerimento a chi è intollerante al glutine. Qui di seguito, due pasticcerie specializzate nei prodotti senza glutine:

BUON MARTEDì GRASSO A TUTTI! MANGIATE UNA FRITTELLA ANCHE PER ME!