Sapevi che la docile e malinconica Sirenetta posata su di un sasso nell’acqua dell’Øresund non è l’unica a Copenaghen? Allora, riprendiamo un po’ la storia… La Sirenetta che vedi raffigurata nell’immagine qui a lato  è opera dello scultore danese Edvard Eriksen ed è una commissione da parte del figlio del fondatore della Carlsberg (società di birra), ovvero Carl Jacobsen. Il signor Carl chiese ad Edvard di scolpire la creatura marina a seguito della partecipazione, come spettatore, al balletto “La Sirenetta”. Questo portava in scena la famosa fiaba dello scrittore Hans C. Andersen, ma quel che innamorò Carl fu il viso della prima ballerina, nonché Ellen Price. La Sirenetta è presto divenuta il simbolo della città di Copenhagen come portatrice di numerosi concetti legati alla storia e alla cultura di una terra di mare, come è la Danimarca. Nel 1913 venne svelata per la prima volta, ma quella che ammiriamo oggi sulla splendida passeggiata di Langelinie, non è quella originale. Negli anni novanta infatti, la Sirenetta è stata ricostruita in unico blocco metallico.</p>

Nel 2006 è stata posizionata in mare la versione dell'artista danese Bjørn Nørgaard. La sua "Sirenetta geneticamente modificata" fa parte di un gruppo più ampio di sculture "Il Paradiso geneticamente modificato" e tutte si trovano sempre a Langelinie, ma più a nord rispetto alla "vecchia" Sirenetta.

L'opera di Bjørn Nørgaard in un linguaggio postmoderno ci induce a riflettere sull'ingegneria genetica e sul corpo, lasciandoci capire che il progresso non è tutto rose, ma ha anche dei problemi. Inoltre, non manca in essa l'allusione alla sirena di origine classica, quale mostruosa creatura caratterizzata dal suo seducente richiamo.

Nel 2012, un chiaro riferimento alla Sirenetta di Eriksen è stato operato dagli artisti Elmgreen e Dragset. Si tratta di "Lui", il così chiamato "fratello della Sirenetta". La scultura si trova a Helsingør (45 Km a nord di Copenhagen) ed è stata realizzata in acciaio lucido, materiale che le dona una moderna espressione a differenza dei tradizionali bronzo e granito. Nell'acciaio lucido si riflettono l'ambiente e il pubblico (e di più ancora, la società) in immagini distorte che cambiano a seconda dell'angolo di visione e delle condizioni atmosferiche. Scegliendo di raffigurare un "sirenetto", i due artisti hanno fatto raggiungere all'uomo uno spazio tradizionalmente riservato alla donna.

Non mi resta che augurarti: Buona caccia alla sirena!!